sabato 25 giugno 2011

Mozione sui rifiuti

La raccolta dei rifiuti a Castel Madama avviene col vecchio sistema dei cassonetti e delle campane, un metodo superato che ingombra e sporca le strade e le piazze, riempie le discariche non consente di raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata e di riciclaggio.
La precedente amministrazione comunale ha lavorato per introdurre anche nel nostro paese i sistemi più innovativi di raccolta non più stradale, ma domiciliare dei rifiuti, differenziati dalle famiglie e ritirati per tipologia direttamente a casa.
Il lavoro svolto in questi anni ha portato ai seguenti risultati:
  • il 6 maggio 2011 sono iniziati i lavori per la costruzione dell’isola ecologica (più propriamente chiamata Centro comunale raccolta rifiuti differenziati) sopra la galleria S. Quirico della A24, ma subito dopo essi si sono fermati, nonostante il contratto preveda che i lavori devono concludersi entro 17 settimane ( prime di settembre 2011);
  • il 6 giugno 2011 è stato firmato il contratto con le due imprese che, insieme, hanno vinto l’appalto del servizio di igiene urbana (raccolta dei rifiuti). Nei primi cinque mesi le ditte devono svolgere il servizio tradizionale, migliorando la pulizia dei cassonetti (?), la raccolta dei rifiuti abbandonati (come sta in parte avvenendo) e quella degli imballaggi di cartone (che invece procede a singhiozzo. Inoltre in questi 5 mesi le ditte devono compiere tutte le operazioni necessarie affinché all’inizio del sesto mese (primi di novembre 2011) cominci effettivamente la raccolta domiciliare dei rifiuti, il porta a porta.
La mozione, che l'UNIONE di centrosinistra ha presentato in data 24/06/2011, ricostruisce nelle premesse il lungo e complesso iter che ha portato agli appalti dell’isola ecologica e del servizio di raccolta porta a porta; ricorda che questi sistemi innovativi sono indispensabili per raggiungere e superare il 50% di raccolta differenziata prevista dalla legge; precisa quali sono le azioni che il comune e le ditte appaltatrici devono compiere in questi mesi; impegna il sindaco e l’amministrazione comunale ad adempiere agli atti di propria competenza e a controllare che le ditte rispettino gli obblighi contrattuali assunti e i relativi tempi di realizzazione; a proseguire le Giornate ecologiche fino all’apertura del Centro di raccolta: la prossima, a sei settimane dall’ultima, dovrebbe essere organizzata per sabato 2 luglio 2011 e poi a settembre; a modificare il Regolamento Albo comunale dei compostatori per consentire l’iscrizione anche ai cittadini che vivono nel centro urbano, a riferire periodicamente alla Commissione consiliare II l’andamento dei lavori del Centro comunale di raccolta e lo svolgimento delle operazioni preliminari all’avvio del servizio domiciliare di raccolta dei rifiuti.

Il testo integrale della mozione è disponibile sul seguente link documentale:

Mozione sui rifiuti (24/06/2011)



Nuovi problemi per la scuola dell'infanzia

La scuola dell’infanzia di Castel Madama sta vivendo un periodo di difficoltà, da quando, 6-7 anni fa, a causa di una eccezionale diminuzione dei nati nel 2000, il Ministero della Pubblica Istruzione ridusse il numero di insegnanti di due unità, sopprimendo di fatto una delle nove sezioni.
In questi anni si è compensata tale difficoltà facendo frequentare le due sezioni del Sales da bambini 3, 4 e 5 anni d’età.
Ma adesso la situazione è diventata insostenibile. Infatti le iscrizioni dei bambini di tre anni alla scuola dell’infanzia per l’a.s. 2011-2012 sono 84 e, seppure si portasse il numero di alunni per sezione al massimo consentito e si trasformassero tutte le 8 sezioni in eterogenee per età, comunque alcuni bambini o già quest’anno o nei prossimi anni potrebbero non trovare posto.
Sarebbe la prima volta a Castel Madama che alcuni bambini non potranno frequentare la scuola dell’infanzia andando a formare una lista di attesa.
La mozione, che l'UNIONE di centrosinistra ha presentato in data 24/06/2011, ricostruisce nelle premesse la vicenda e impegna il sindaco e l’amministrazione comunale a mettere in atto tutte le iniziative possibili presso il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca scientifica, presso il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, presso il Dirigente Ufficio X Ambito territoriale per la Provincia di Roma, affinché in sede di organico di fatto vengano assegnati all’Istituto comprensivo di Castel Madama altri due posti di insegnante di scuola dell’infanzia per consentire la formazione della nona sezione e garantire il diritto alla scuola a tutti i bambini di Castel Madama.
Di seguito si riporta il testo integrale della mozione:


Mozione
Istituzione della nona sezione di scuola dell’infanzia
presso l’Istituto Comprensivo di Castel Madama

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MADAMA

PREMESSO
CHE la scuola dell’infanzia statale di Castel Madama ha funzionato dal 1989 con 9 sezioni a tempo pieno omogenee per età, distribuite su tre plessi, garantendo in questo modo la colarizzazione di tutti i bambini in età pre-scolare;
CHE nell’a.s. 2003-2004, a causa di un calo delle iscrizioni determinato da una flessione del numero dei residenti nati nell'anno 2000, che costituisce una eccezione rispetto al normale andamento demografico in costante crescita, l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ha soppresso una sezione del plesso Sales;
CHE ciò ha provocato difficoltà a livello organizzativo e didattico costringendo a trasformare le due rimanenti sezioni del Sales in sezioni eterogenee per età, accogliendo ciascuna bambini di 3,4 5 anni di età;
CHE nel corso degli ultimi dieci anni sia i nati, sia la popolazione sono stati in costante aumento;
CHE il locale Istituto Scolastico Comprensivo ha ricevuto n. 86 iscrizioni alla scuola dell’infanzia per il prossimo anno scolastico;
CHE, nonostante gli sforzi dell’Istituto Comprensivo di Castel Madama di trasformare tutte le 8 sezioni eterogenee per età e di portare il numero degli alunni per sezione ai limiti massimi, tenuto conto della presenza di alunni diversamente abili e della superficie delle aule, non potranno essere accolti tutti i nuovi iscritti e per la prima volta nel Comune di Castel Madama ci saranno bambini che non potranno frequentare la scuola dell’infanzia andando a formare una lista di attesa;
CHE la mancata assegnazione in sede di organico di diritto della nona sezione non permette di soddisfare le richieste di tutte le famiglie, costringe a portare a livelli massimi il numero di alunni per sezione e a trasformale in sezioni eterogenee per età, mettendo oggettivamente gli insegnanti in condizioni di non poter realizzare al meglio il Piano dell’offerta formativa e costringendo le famiglie a rivolgersi a strutture private;
CONSIDERATO
CHE il diritto alla scuola è costituzionalmente garantito a tutti i cittadini;
CHE il Comune di Castel Madama ha le strutture adeguate e i servizi scolastici efficienti per garantire il funzionamento di nove sezioni di scuola dell’infanzia;
CHE il Comune ha sempre collaborato con l’istituzione scolastica per garantire ai bambini una scuola di qualità;
IMPEGNA
IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
A mettere in atto tutte le iniziative possibili presso il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca scientifica, presso il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, presso il Dirigente Ufficio X Ambito territoriale per la Provincia di Roma, affinché in sede di organico di fatto vengano assegnati all’Istituto comprensivo di Castel Madama altri due posti di insegnante di scuola dell’infanzia per consentire la formazione della nona sezione e garantire in questo modo il diritto alla scuola a tutti i bambini di Castel Madama.
I Consiglieri comunali del gruppo L’Unione di centrosinistra
Giuseppe Salinetti, Amerina Paolacci e Alberto Grelli

mercoledì 22 giugno 2011

Resoconto del C.C. del 21 giugno 2011

UNA MAGGIORANZA ARROCCATA E CONFUSA
Cronaca del Consiglio comunale

Martedì 21 giugno si è svolto il Consiglio Comunale convocato dalla maggioranza di centro destra del neo Sindaco Pascucci. I lavori del Consiglio iniziano con la richiesta della maggioranza di cambiare l’ordine del giorno e spostare alla fine la discussione dei primi tre punti riguardanti le mozioni presentate dai consiglieri dell’Unione di Centro Sinistra. I consiglieri dell’Unione si oppongono per rispetto del Regolamento consiliare e per consentire ai cittadini presenti in aula di ascoltare i problemi e le proposte contenute nelle mozioni, ma la maggioranza impone con il voto la modifica dell'ordine del giorno posticipando la discussione delle mozioni.
Pertanto, si procede alla nomina del Presidente del Consiglio. il Sindaco Pascucci chiede alla minoranza di riflettere e di accettare l’offerta della Vicepresidenza. La replica dei consiglieri di minoranza consiste nel volere un’attiva collaborazione e condivisione sui fatti e sulle attività e non "concessioni" di ruoli istituzionali senza la possibilità di discutere nel merito le proposte della maggioranza. Il Capogruppo di maggioranza e il Sindaco Pascucci (da notare che il suo sarà l’unico intervento in tutto il Consiglio) dicono perentoriamente che il candidato a presidente del Consiglio è Federico Pietropaoli e che non intendono cambiare nominativo, togliendo così spazio a ogni discussione. Quindi il sindaco pone in votazione il punto. Il consigliere Salinetti dell’Unione legge la dichiarazione di voto e motiva l’uscita dall’aula della minoranza spiegando che non si può accettare una vicepresidenza del Consiglio se la Presidenza stessa deve essere assegnata incondizionatamente al consigliere Pietropaoli, senza la possibilità di condividere un nome alternativo della maggioranza alla Presidenza del Consiglio, che rappresenta un ruolo di garanzia per tutti i consiglieri comunali. La maggioranza elegge così, da sola, Federico Pietropaoli come Presidente del Consiglio e Roberto Efficace come Vicepresidente.
Dopo la votazione, in modo irrituale (non si era mai visto prima in Consiglio comunale…) il neo Presidente dà la parola a diversi consiglieri comunali che intervengono sull’elezione appena svolta, evidenziando un comportamento censurabile e antidemocratico (prima si vota, poi si discute !).
Si passa, poi, alla discussione del punto relativo ai gruppi consiliari, senza alcuna presentazione e discussione delle proposte: la maggioranza pone all’approvazione il punto con la nomina di Pino Salinetti capogruppo dell’Unione, Augusto Monaco capogruppo di Leali e concreti e Cristiano Parmegiani capogruppo di maggioranza.
La stessa procedura sbrigativa viene seguita per la nomina della commissione dei giudici popolari. Quindi si passa al punto sulla istituzione e composizione delle commissioni consiliari permanenti. Qui appare evidente l’impreparazione e la confusione della maggioranza. La minoranza dell’Unione propone un emendamento che chiede il rispetto del criterio di proporzionalità delle commissioni al nuovo numero di componenti del Consiglio comunale. Essendo questi non più 16, bensì 12 (8 di maggioranza e 4 di minoranza), le commissioni dovrebbero essere composte da un totale di 6 consiglieri, in proporzione 4 per la maggioranza e 2 per le minoranze. La linea di condotta però è la solita: l’amministrazione Pascucci, arroccata nella sua maggioranza, comunica che non intende approvare l’emendamento e che, in attesa della modifica dello Statuto comunale del 2003 che prevede 7 componenti nelle commissioni, approverà pertanto il punto considerando le commissioni composte da 5 consiglieri di maggioranza e 2 di minoranza. Dopo di che accade l’assurdo: la maggioranza, contrariamente a quanto dichiarato, non vota contro l’emendamento ma incomprensibilmente si astiene, facendolo passare. L’imbarazzo del Presidente del Consiglio e del capogruppo di maggioranza è enorme e li spinge a chiedere un’interruzione alla seduta del Consiglio. Si riprende ma l’approvazione erronea dell’emendamento da parte della maggioranza impone il rinvio dei punti riguardanti la nomina delle commissioni ad un successivo Consiglio comunale.
Si va avanti fra l’imbarazzo generale, senza nessuna presentazione degli obiettivi e dei programmi della maggioranza, a votare i rappresentanti per la  Comunità Montana (Efficace, Moreschini per la maggioranza e Paolacci per la minoranza) e per l’Unione dei Comuni (Moreschini, Lolli per la maggioranza e Monaco per la minoranza).
Alle 20.30 la maggioranza propone di mettere in discussione le mozioni presentate dalla minoranza. I consiglieri dell’Unione tentano di opporsi manifestando la volontà di discutere e svolgere il Consiglio comunale in orari che possano garantire la presenza del pubblico. Ma la maggioranza ancora una volta impone la sua volontà e chiede di discutere la prima mozione. Alberto Grelli illustra la mozione presentata dall’Unione di Centrosinistra sui progetti finanziati e i servizi scolastici da realizzare prima della ripresa del prossimo anno scolastico. La maggioranza, questa volta senza commettere errori, boccia la mozione e ancora una volta dimostra di non essere capace di condividere temi importanti per la vita della comunità, nonostante fosse stato rivolto un appello al sindaco Pascucci per rivedere la sua posizione di contrarietà alla mozione.
Alle 21 passate si sospende il Consiglio comunale per la seconda volta consecutiva e si rinvia la discussione delle mozioni e delle interrogazioni al prossimo Consiglio da convocare entro giugno.

Nomina del Presidente del Consiglio comunale

Durante lo svolgimento del C.C. del 21 giugno 2011 il consigliere Pino Salinetti, del gruppo di minoranza dell'UNIONE di centrosinistra, ha letto la dichiarazione di voto per la nomina del Presidente del Consiglio motivando così l'uscita dall'aula consiliare.
Di seguito si riporta il testo integrale della dichiarazione:

Dichiarazione di voto nella nomina del Presidente del Consiglio

Il gruppo consiliare L’Unione di centrosinistra non parteciperà alla votazione per l’elezione del presidente del Consiglio comunale per le seguenti motivazioni:
  • il presidente del Consiglio comunale secondo le norme del D.Lgs. 267/2000, dello Statuto e del Regolamento del consiglio comunale ha il compito di garantire il corretto e imparziale funzionamento del Consiglio comunale, di assicurare un’adeguata informazione e il pieno esercizio dei diritti di tutti i consiglieri comunali. Riteniamo che Federico Pietropaoli, candidato a Presidente del Consiglio dal gruppo di maggioranza, non abbia la sensibilità democratica per svolgere tale funzione di garanzia.
  • Pietropaoli nei cinque anni precedenti ha partecipato in modo discontinuo ai lavori del Consiglio comunale, mostrando insofferenza verso questo organismo che si fonda sul confronto democratico tra le diverse posizioni.
  • Ha condotto una campagna elettorale amministrativa spregiudicata nei modi e improntata sulla diffamazione degli avversari politici.
  • Ha chiesto ai Carabinieri, lunedì 16 maggio 2011 prima che si conoscessero i risultati definitivi e fosse proclamato il nuovo sindaco, di intervenire contro il sindaco in carica, accusandolo di sottrazione di atti ufficiali del Comune. I Carabinieri sono intervenuti e hanno accertato la normale presenza del sindaco nel proprio ufficio. Questo episodio è rivelatore delle profonde convinzioni di Pietropaoli, che al confronto democratico predilige metodi più sbrigativi.
Per questi motivi, ad oggi, non sentiamo tutelati i nostri diritti di consiglieri comunali da un Presidente che si è comportato nei nostri confronti in questo modo.

La maggioranza consiliare non ha voluto prendere in considerazione la nostra richiesta di individuare, sempre all’interno del gruppo di Iniziativa e solidarietà, un nome alternativo che non si fosse distinto per l’accanimento contro L’Unione di centrosinistra, e quindi consentisse alla minoranza di votarlo e di valutare l’offerta di accettare la vicepresidenza del Consiglio comunale. Questa insensibilità verso le nostre fondate richieste rileva una maggioranza o che fa aperture soltanto di facciata o che è ostaggio del consigliere eletto con più preferenze.


lunedì 20 giugno 2011

Il peccato originale della giunta Pascucci

Il giudizio negativo dell’Unione di centrosinistra sulla giunta, da me illustrato nel consiglio comunale del 16.6.2011, dopo la comunicazione ufficiale del sindaco Pascucci e ripreso da un comunicato pubblicato sul blog dell'UNIONE, si fonda sul mancato rispetto di alcune regole democratiche di buona amministrazione, utili a salvaguardare il comune dalla politica dei politicanti.

Prima regola. I cittadini che eleggono il sindaco e i consiglieri comunali hanno il diritto di sapere chi farà l’assessore; anzi, secondo me dovrebbero avere la possibilità di determinarli. Chi mette i cittadini nella condizione di scegliere anche gli assessori attua una politica chiara, onesta e trasparente. Chi non lo fa attua una politica opaca, basata sui raggiri, dove i cittadini contano fino ad un certo punto poi decidono i “politici”.
La differenza tra l’Unione di centrosinistra e Iniziativa e solidarietà sta qui.
L’Unione, l’ho detto al primo comizio ed è pubblicato su internet, aveva preso un impegno preciso con gli elettori: il sindaco avrebbe nominato gli assessori sulla base del voto dei cittadini, designando i candidati delle forze politiche della coalizione elette in consiglio comunale che avessero ricevuto più preferenze. Gli altri consiglieri, compreso gli indipendenti, avrebbero svolto incarichi istituzionali e deleghe specifiche. Il patto con i cittadini era chiaro: votate chi pensate sia la persona più adatta a fare l’assessore. Non saranno i cittadini a dare la laurea in ingegneria, ma sono loro, alla fin fine, a dare quella di buon politico. O buoni politici ci si autoproclama? Da chi proviene l’autorevolezza a governare, a chi si dà conto delle decisioni che si prendono? Ai 3-4 leader di una coalizione, o agli elettori? Sono due cose molto diverse.
Iniziativa e Solidarietà non ha scelto questo metodo di selezione degli assessori. Legittimo. Ne ha scelto un altro. Quale? Perché non l’ha detto ai cittadini prima delle elezioni che Cascini è un politico così bravo che, seppure i cittadini non lo avessero votato, sarebbe stato comunque nominato assessore per le sue particolari doti etiche e politiche? Che Liberati sarebbe stato assessore ai lavori pubblici, mentre Pietropaoli, anche se avesse preso 500 preferenze, non avrebbe avuto neanche la delega alle attività varie ed eventuali?
L’amministrazione di Iniziativa e Solidarietà nasce con un peccato originale: non è stata sincera con i cittadini, non ha fatto con loro un patto chiaro, non li ha messi in condizione di scegliere conoscendo quello che avrebbero fatto (non ha mai scritto e distribuito un programma di impegni) e quale giunta lo avrebbe portato avanti. Ha nascosto due aspetti fondamentali per tenersi le mani libere. Ha fatto la politica dei politicanti. Non la politica della democrazia, della trasparenza e dei beni comuni. Così Pascucci ha distribuito le deleghe non per avere una giunta efficiente, ma per non scontentare nessuno.

Seconda regola. Il buon senso e la stessa ratio della legge è chiarissima, per chi la vuole intendere: o gli assessori si scelgono tra i consiglieri che hanno avuto legittimità dal voto dei cittadini, oppure si nominano esperti esterni, persone che si sono distinte per studi e/o esperienze che possono aggiungere una particolare competenza in determinati campi. Come avviene in questi giorni nella formazione delle giunte a Milano, a Napoli, a Latina. O si ha un’investitura che viene dal voto popolare, o si hanno competenze riconosciute.
Così come il buon senso e la buona politica chiedono che un assessore non amministri materie in cui nella vita privata ha interessi diretti. E’ una semplice regola di buongoverno che prescinde dall’onestà delle persone interessate che, se tali, dovrebbero essere le prime a non volere alcuna commistione tra pubblico e privato perché ne hanno solo da perdere.

Terza regola. Ogni volta che vengono criticate le scelte di Iniziativa e Solidarietà, i suoi esponenti rispondono sollevando polveroni di polemiche contro l’operato dell’amministrazione di centrosinistra e contro presunti comportamenti illeciti dei suoi assessori, mai comprovati da atti amministrativi o giudiziari. C’è il proverbio che la migliore difesa è l’attacco, ma in questo modo non dimostrerete mai che le vostre decisioni sono migliori. Dovreste prendere atto, con onestà intellettuale e politica, che vi lasciamo un Comune migliore di come l’abbiamo trovato. Lasciamo in eredità finanziamenti per opere pubbliche in corso di realizzazione, di autorizzazione o di progettazione per circa 14 milioni di euro (isola ecologica, parcheggio e centro sociale polivalente dei Frainili, caserma, nuovo depuratore, castello Orsini, piazza Garibaldi, via Aniene, ecc.); progetti importanti per il rilancio dell’economia e dell’occupazione a cominciare dall’Archeopark; servizi pubblici più efficienti, come la mensa scolastica, l’istituendo scuolabus e la stessa raccolta dei rifiuti, che in questi ultimi giorni è un po’ migliorata perché il 6.6.2011, dopo 4 anni di lavoro, è stato firmato il contratto con le due ditte vincitrici dell’appalto, che hanno cominciato a operare rispettando il nuovo capitolato e che entro 5 mesi dovranno iniziare il porta a porta.
Per concludere faccio un invito: dismettete le vesti della polemica e, se ne siete capaci, mettete quelle di amministratori responsabili verso il paese e tutti i suoi cittadini. Sapendo che nel merito dei problemi troverete sempre nell’Unione un interlocutore serio, pronto a confrontarsi per ricercare le soluzioni migliori nell’interesse della comunità.

Pino Salinetti, presidente gruppo consiliare Unione di centrosinistra
Castel Madama, 20 giugno 2011

sabato 18 giugno 2011

Valutazioni sulla presentazione della nuova Giunta del sindaco Pascucci

UNA GIUNTA CONTRO IL VOTO DEI CITTADINI
NON PER IL BENE DEL PAESE MA PER NON LITIGARE SUBITO

Nel consiglio comunale del 16 giugno il sindaco ha comunicato i tre assessori (Nonni, Liberati, Cascini) e l’assegnazione delle deleghe ai restanti sei consiglieri, escluso Pietropaoli.
L’Unione di centrosinistra dissente dalle modalità e dai criteri di nomina degli assessori e di distribuzione delle deleghe ai consiglieri comunali del sindaco Pascucci per questi motivi.

Non sono stati rispettati i tempi della comunicazione degli assessori al Consiglio comunale
La normativa stabilisce che il sindaco comunichi i componenti della giunta al consiglio comunale entro un periodo massimo di 20 giorni dall’insediamento. Invece il sindaco Pascucci ha comunicato la nuova amministrazione al consiglio del 16.6.2011 dopo ben 30 giorni dalla sua proclamazione.

Contrariamente da quanto prescrive lo Statuto Comunale non vi sono donne in giunta
Lo Statuto comunale prevede che siano assicurate condizioni di pari opportunità tra uomini e donne con la presenza di entrambi i sessi nella composizione della Giunta. Invece quella nominata dal sindaco prevede la presenza solo di uomini nonostante fra gli eletti della maggioranza vi sia una donna.

La composizione della giunta non rispetta il voto dei cittadini ma gli equilibri politici della maggioranza
Il sindaco non ha nominato gli assessori secondo il principio politico della volontà popolare, perché se così fosse i quattro assessori sarebbero dovuti essere i primi quattro eletti. Invece, solo Michele Nonni è stato nominato assessore. Gli altri due assessori sono “esterni”, cioè non eletti dai cittadini: Cascini addirittura è stato candidato consigliere ma è stato sonoramente bocciato dagli elettori; mentre Liberati non si è nemmeno presentato al giudizio dei cittadini. La giunta nominata dal sindaco è quella che, nella storia del Comune di Castel Madama, ha ottenuto meno consensi elettorali. Se non si volevano seguire le indicazioni che sarebbero venute dal voto di preferenza dei cittadini, si doveva avere il coraggio, l’onestà e la trasparenza di dichiarare in campagna elettorale chi avrebbe fatto parte della giunta secondo gli accordi fatti “a prescindere” dagli elettori.

Assenza di competenze degli assessori esterni e presenza di un forte conflitto d’interessi
Anche gli assessori esterni non sono stati scelti per competenze specifiche, ma per equilibri politici della maggioranza. Infatti, il ricorso agli assessori esterni si giustifica soltanto per aggiungere all’amministrazione comunale persone con particolari ed indiscutibili competenze specifiche. Invece i due assessori esterni nominati non hanno né titoli di studio, né esperienze professionali tali da giustificare la loro scelta rispetto a quella di tanti altri cittadini. Anzi l’assessore al bilancio e alle attività produttive e quindi al commercio, essendo proprietario delle uniche due medie strutture di vendita all’interno del centro urbano, può esercitare il suo potere per limitare o ostacolare la concorrenza nel settore commerciale impedendo la conseguente riduzione dei prezzi dei generi di prima necessità contro gli interessi dei cittadini. Chiediamo al sindaco di riflettere sull’assegnazione di questa delega e di eliminare tale evidente ed enorme conflitto d’interessi.

La distribuzione delle deleghe non è funzionale all’efficienza amministrativa
La scelta di spezzettare deleghe omogenee per dare un qualche incarico a ognuno dei sei consiglieri non garantisce affatto una gestione efficiente. Sia perché deleghe importanti come scuola, cultura, servizi sociali sono state assegnate a consiglieri che non avendo assessorato non possono portare avanti con il necessario tempo, continuità e tempestività questi aspetti non secondari dell’attività amministrativa; sia perché settori omogenei, come la cultura, sono stati spezzettati tra due, tre consiglieri delegati, generando confusione su chi deve assumere decisioni e difficoltà nei rapporti con i cittadini, le associazioni, le imprese e gli uffici comunali.

Gli equilibri politici sono anteposti alla buona amministrazione
Il criterio di composizione della giunta e degli incarichi sembra più quello di accontentare tutti gli eletti e tutte le componenti politiche che hanno contribuito alla vittoria (tranne il candidato del consigliere regionale dell’IdV), piuttosto che quello di dare un’efficiente amministrazione a Castel Madama.
Tant’è vero che come comunicato in consiglio non sono riusciti a raggiungere un accordo per la nomina del quarto assessore. Forse anche perché, per statuto, deve essere una donna e la nomina dell’unica donna eletta, visto che non si può ricorrere per la terza volta all’assessore esterno, romperebbe i precari equilibri della maggioranza.

Il sindaco Pascucci ha cominciato molto male: non si governa bene il paese se non si rispetta la volontà dei cittadini, al massimo si amministra l’ordinario, oppure si perseguono interessi di parte e non gli interessi generali.
Castel Madama, 17 giugno 2011